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May 26 NotturnoRitorno da un'intera nottata in piazza a Fidenza, con Niccolò, a fare la guardia alle attrezzature del tendone sotto cui ieri sera ha parlato Marco Travaglio. Inutile sottolineare la grandezza dell'uomo, due ore e mezza di passione civile come stile di vita, quasi come mania, bastava vedere il calore del discorso e le sue vibrazioni nell'aria di una città finalmente viva (a Salso solo per dormire, che è come morire); e poi la sua straordinaria disponibilità nonostante a mezzanotte non avesse ancora mangiato, eppure era lì, ancora lì ironico e aristocratico come pochi. Si dovevano per l'appunto curare tutta la notte lo schermo video, il mixer, le casse, et altri marchingegni di proprietà dell'illustrissimo dott. Gilberto Berzolla detto Gibo, responsabile della parte tecnica del tutto: lui preoccupatissimo, ma noi al contrario armati di grande ironia travagliesca e leggerezza, io e lo scalcinato batterista dei miei stivali, ci apprestiamo ad una veglia mai prima esperimentata. Grazie al conforto prima del trio Verte-Leonardo-Ginnie e poi del solitario Marco Bandiera, fin verso le 4 tutto fila senza neanche che ce n'accorgiamo. Poi c'è il ritiro nella fiat Bravo del Vernazza con dormiveglia fino alle 7. Il risveglio definitivo è propiziato da un provvidenziale "Sguardo contemporaneo" di Bugo, poi da un primo caffé. Salutato Niccolò alle prese con una insidiosa simulazione di II prova, me ne resto solo per un'ora circa. Ed è un attimo estrarre i "Canti Orfici" di Campana dallo zaino. Uscito da una notte reale, mi immergo in quella assoluta del poeta notturno e ne scopro a poco a poco i misteri, il nero, e il sentimento della notte perenne (la sua e la mia, appena passata) mi accompagna lungo tutto il mattino, passato con la Ginnie in biblioteca ancora sugli Orfici. Due ore di sonno, ma per fortuna persistono le scariche elettriche, soprattutto dopo quella lettura mistica e difficile, che ha lasciato ombre imprendibili nella mia testa ancora un po' rintronata... Ma non dormo, c'è troppa notte da vegliare... May 24 DelirioGiorni di incertezze; non scrivo per voi ma per me; l'università di Parma (in particolare la facoltà di Lettere) è luogo di perdizione massima e infernale, gli esami sono ridicoli, i manifesti per le adesioni andrebbero strappati, sono addirittura offensivi dell'intelligenza di chi legge. Oggi in atmosfera di festa si sono chiuse le lezioni di Pieri, unico spiraglio per respirare ossigeno. E' venuto Cecchetti e ha detto che il male dev'essere accettato perché è incomprensibilmente presente in ogni uomo: detta così è una frase banale, ma se si va un po' più in là e si pensa che ad esempio chiunque di noi poteva diventare un tedesco nei campi di sterminio, allora tutto comincia un po' a ballare. Non cerco (e d'altra parte non esistono) certezze, vivo di continue scariche elettriche nel cervello e nel petto, non mi interessa nulla di storia greca, papirologia, informatica applicata e tantomeno delle sterilissime scienze dell'antichità e informatica. Quasi tutto il secondo semestre è stato occupato da queste grigie materie senza nervi, vene, pulsazioni, dove l'Egitto non è niente di più che "il dono del Nilo", la politica di Pericle e quella di Cleone sono a bene vedere complementari, e l'explicit "vesper Olympo" non ha ragione di essere una personificazione. Sono un pieriano, e per fortuna, quindi le lettere morte possono andarle ad insegnare da un'altra parte, o agli altri automi della facoltà (come appaiono / dai corridoi murati!). Per fortuna, anche, ho una tastiera e qualche chitarra e svariati cd e una mansarda isolata dove d'inverno si gela e d'estate fa caldissimo: ma non accendo il condizionatore, perché mio padre l'ha installato a tradimento senza chiedermelo, ed essendo un chiaro strumento del progresso (che tra l'altro non esiste) io non voglio sporcarmi l'anima con il suo sangue. Eppoi, è come una sfida, un mettersi alla prova: cercare la privazione, la difficoltà, la fatica, non fare la doccia troppo calda, non dormire troppo... Il benessere dato subito e pacificamente genera mostri e mostruosità, come è evidente, no? Cercare il proprio tramonto... Meno male che sto delirando.
A.D.M. |
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