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2月5日 Massa Evidentemente c'è un'incomprensione di fondo. Comunque nel breve stralcio di Nietzsche ci sono tutte le risposte alle vostre affermazioni. Innanzitutto, non ho mai detto che l'esperienza diretta del mondo è negativa e non andrebbe fatta; neppure ho mai fatto discorsi di autenticità della gioia o del dolore umani; nè ho mai parlato di società élitaria (mi sono definito élitario per le cose che riguardano l'arte, non per quelle che riguardano le persone); né ho mai detto, infine, che valorizzo solo la speculazione astratta. Caro Verte, tu dici: "non disprezzo la massa (si ric, la massa proprio la volgare massa), perchè ho imparato a capire che ogni individuo nasconde mille problematiche dietro al mantello da pecora". Sono d'accordissimo, ma è evidente che la massa non è solo un insieme di individui, altrimenti non sarei qui a darle addosso. La massa è tale solo quando ogni individuo si annulla facendo e pensando cose che non gli appartengono, e che giudica giuste solo perché qualcuno di più forte ha detto così. Non è solo una somma, mi spiego? La massa non è io+io+io+io+io... ma un IO gigantesco e incontrollabile, è la fusione indistinta, non il legame. Come nel quadro di Daumier, che vi invito a guardare con attenzione. E così nel testo di Nietzsche, che vi invito a leggere come una traboccante e sterminata dichiarazione d'amore per ogni singolo componente della razza umana. E dunque come un testo fortemente "politico", se politica vuol dire umanità, cioè prendersi cura dei propri simili. Per farla breve: la massificazione e la massa sono, credo, fenomeni noti per esperienza a tutti nelle modalità che ho descritto. E se non lo sono, parliamone. Il mio problema è che io non posso pensare di rapportarmi da pari a pari con questa entità informe e inumana, non posso pensare di considerare le sue azioni e i suoi pensieri come elementi importanti per la mia umanità, la mia crescita, la mia esperienza. L'unica cosa è combatterla. Credetemi, io l'ho fatto e continuo a farlo. Come? Separando le identità. Gettandomi in mezzo a quest'accozzaglia di teste non-pensanti e cercando di farle pensare. In breve: trasformando la massa in un insieme di individui, responsabilizzandoli, stimolandoli, scuotendoli, dicendo: "Tu non sei tutto questo che ora fai e pensi!". L'ho fatto per 5 anni alle scuole superiori, cerco di farlo ancora adesso, sebbene con una fiducia sempre più decrescente. Cerco di comunicare sempre tutto ciò che mi sembra giusto, bello e vero; di farmi meno problemi possibili nei rapporti; di conoscere persone nuove; di essere sempre disponibile. Di non giudicare mai male una persona senz'appello: tutti sono importanti, tutti hanno la loro dignità, ci mancherebbe, ma presi quando sono in sè, quando sono uomini per davvero, non quando sono dei fantocci senz'anima. La mia non è presunzione, ma presa di coscienza di una situazione reale che fa male prima di tutto a chi la vive. E inoltre in molti casi mi sento massificato anch'io, nessuno è salvo, nessuno è fuori. Questo per quanto riguarda il nocciolo del discorso. Spero di essere stato chiaro. Sui miei rapporti con l'attività politica, odierna e in generale, spero di poter dare una panoramica altrettanto soddisfacente in un nuovo intervento, perché anche quello è un discorso lungo. Continuate comunque a commentare, credo sia bello e utile, poi magari ci spieghiamo a fondo in situazioni più comode e consone, come suggeriva il Verno qualche commento fa. Magari al Caffè de Les Folies-Bergière (che bello e disperato, anche quel quadro!). A presto Ric 评论 (3)
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